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L'inchiesta - Tre indagati, si cercano i complici
Lo scandalo delle multe «sparite»: pratiche trovate a casa dei vigili
Era sufficiente pagare un terzo della cifra. Il comandante: faremo una pulizia totale

Articolo del: 18/02/2011
Autore: Andrea Galli e Biagio Marsiglia

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MILANO - Si portavano il lavoro a casa. E lo finivano in ufficio. Prima l'esame delle pratiche, poi la correzione davanti al computer. Multe ritoccate, se non proprio fatte sparire. E sempre dietro compenso. Il trenta per cento della contravvenzione, ipotizza l'accusa. Favori ad amici e amici di. Ipotesi di corruzione, abuso d'ufficio, truffa, falso ideologico. Due agenti e un commissario aggiunto della polizia locale sono indagati. Potrebbero non essere gli unici. Damiano Borchielli, 50 anni, è in servizio al Cosap, l'Ufficio concessioni suolo aree pubbliche, in zona Garibaldi, il quartiere della movida e dei nuovi grattacieli. Giulio Bergamasco e Danilo Lorini, di 42 e 62 anni, sono in organico in via Friuli 30. Posto più decentrato, questo. Eppure strategico: vi si trovano il Servizio procedure sanzionatorie e il Servizio commerciale. Ricorsi. Notifiche dei verbali. Richieste di permessi di parcheggio da parte di cittadini e negozianti. Interessi. Soldi. Il comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo promette: «Controlli a tappeto. Io, il sindaco e il vicesindaco siamo i primi a voler fare pulizia totale». Si cercano complici. Vertici che potrebbero aver coperto. Colleghi che avrebbero fatto finta di non vedere.

Il commissario Lorini risponde al telefono. Dice di «cadere dalle nuvole». Senta, e l'accusa che le viene mossa? «Io ho soltanto firmato un foglio». Potrebbe esser stato incastrato? Dice di no. Nella sua abitazione gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Grazia Colacicco, hanno trovato decine e decine di pratiche. Lo stesso è successo negli appartamenti di Borchielli e Bergamasco. Che cosa ci facevano lì? Sono stati sequestrati computer, qualche agenda, chiavette Usb e, almeno in un caso, soldi. Quattromila euro. E lo stesso commissario Lorini, destinato alla pensione forse già entro l'anno, avrebbe evitato a un conoscente di Borchielli il pagamento di una contravvenzione. A quanto ammontava? Quattromila euro. Il tutto per una pubblicità non autorizzata dal Comune. Sono 130 le pratiche irregolari sequestrate negli uffici al termine della perquisizione. Andranno studiate. La Procura vuole capire come i tre potessero così facilmente aggirare i controlli del sistema informatico. Possibile che cambiare, «raddrizzare», far scomparire le multe potesse avvenire senza che qualcuno si accorgesse? Rendevano conto a qualcuno, i ghisa?

In via Friuli lavorano circa duecento vigili. Prima dell'informatizzazione, in questi uffici capitava che si sistemassero agenti vicini alla pensione. Una chiusura di carriera senza ansie, preoccupazioni, la fatica della strada. Oggi è diverso. Non a caso l'organico è formato da molti giovani. «Servono preparazione e competenza». Disordine, scaffali, fascicoli, stanzoni pieni di faldoni. Un buco nero, gli uffici, secondo gli investigatori. «Siamo stati noi per primi a far partire le indagini» ripetono dal Comando della polizia locale. Alle cinque e mezza di ieri pomeriggio, in via Friuli ragazzi stranieri iniziano a pulire gli uffici, qualche vigile è rimasto alla scrivania, il grosso se n'è andato, ci sono cartelli «Vietato l'ingresso», ma si gira in libertà, si salgono e scendono le scale, si visitano corridoi, le porte non sono chiuse, nessuno fa domande.

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