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Il solito guasto della linea Verde provoca numerosi disagi, la rabbia dei pendolari esasperati. Metrò fermo. Ressa alle macchinette, ma i biglietti non ci sono

Articolo del: 08/01/2009
Autore: Thomas MacKinson

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MILANO 08/01/2009 - Ventiquattro ore di pura follia. Milano in ginocchio per la neve ha fatto acqua da tutte le parti. Tutto quanto è pubblico - a partire dai trasporti ma anche scuole e ospedali - ha regalato ai cittadini un giorno di ordinaria follia: un’ora per prendere un taxi, code per acquistare i biglietti della metropolitana, mezzi pubblici di superficie a singhiozzo e rallentati con i conducenti dei tram costretti a scendere e sbloccare gli scambi ad ogni incrocio. E ancora: ritardi sui treni, aeroporti inaccessibili. In piazza V Giornate, è saltato l'impianto semaforico e tuttora vigili e addetti dell'Aem sono al lavoro per risolvere il problema. La neve, questa la sensazione a fine giornata, ha solo aggravato criticità che esistono sempre e che non era difficile prevedere dopo l’allerta maltempo delle Prefetture.


LA METROPOLITANA

Di mezzo ci si è messa pure la sfortuna con un guasto, nel giorno sbagliato, sulla linea metropolitana Verde. Nella stazione di Udine, i convogli hanno subito rallentamenti e ritardi in entrambe le direzioni per diversi minuti. Ma la ressa alla fermata di Romolo con centinaia di persone in coda per un mezzo nulla aveva a che fare con il disguido e molto con la situazione di generale caos dei trasporti. Nel mezzanino della metro code anche per acquistare un biglietto. Stessa situazione alla Stazione Garibaldi. Lunghe code per acquistare un biglietto nell’edicola della centrale dove alcune macchinette automatiche erano fuori servizio e altre avevano esaurito con le prime ondate di pendolari del lavoro al disponibilità di carta.


CODE PER I TAXI

L’alternativa è li a due passi: la stazione dei taxi sul lato Hotel Gallia. Alle 11 del mattino una lunga coda di persone attendeva pazientemente il turno per salire. Mezz’ora di attesa. Alle 15 era diventata un’ora e l’esasperazione ha iniziato a farsi sentire. «Qui si fanno code anche nei giorni normali ma una cosa così non l’ho mai vista», giura Pina che arriva da Treviglio dopo un ritardo di tre ore del suo regionale. «Sono anni che il Comune deve dare più licenze», tuona il suo compagno di viaggio. In realtà ieri il Comune ha cercato di tamponare l’emergenza liberalizzando i turni. Ciononostante, le auto bianche in circolazione non sono state sufficienti a evitare il tracollo negli snodi principali tra i quali anche Cadorna e Cairoli.


TRAM E BUS

Nella giornata che ha messo a più dura prova il sistema dei trasporti milanese quelli che l’hanno retta meglio sono stati senz’altro i bus. Perché tra le priorità nello spargimento di sale e nella pulizia delle strade è stata data proprio alle strade sulle quali scorrono i mezzi di superficie. Quindi andamento molto rallentato, ma servizio in buona parte promosso. Di spazzaneve, spargisale e volontari arruolati da Comune e Amsa se ne sono visti pochi in giro mentre circolavano i mezzi Amsa per la raccolta dei rifiuti che, in alcuni casi, hanno creato blocchi e rallentamenti: in via Tolstoj angolo via Giambellino, per esempio, un compattatore si è messo di traverso sui binari della linea 14, bloccando l'incrocio e la linea Atm per più di mezz'ora. Caso a parte per i tram. Ieri è rimasta interrotta la linea elettrica di alimentazione di quelli che effettuano fermate in piazza della Repubblica. Due sere fa, poi, si era verificato uno scontro tra due mezzi con due contusi. Così l’ordine di servizio Atm era «procedere con lentezza e assicurare l’efficacia degli scambi a terra». Non solo. Per assicurare gli scambi l’azienda ha messo in campo una squadra di 100 persone operative su quelli di maggiore frequenza.

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