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Area C, il ricorso dei residenti
"E' soltanto una tassa punitiva"
Appello al Tar contro il ticket da 5 euro “Non possono farci pagare per tornare a casa nostra”
L’ex sindaco Tognoli scrive a Palazzo Marino: “Pisapia sta sbagliando a bloccare il traffico”

Articolo del: 23/12/2011
Autore: ILARIA CARRA

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Non ha ancora debuttato, ma i suoi oppositori hanno già affilato le armi. È stato depositato un ricorso al Tar contro Area C, la limitazione al traffico in centro (chi entra nella Cerchia dei Bastioni deve pagare 5 euro) che partirà il 16 gennaio. A firmarlo, la capogruppo Pdl del consiglio di zona 1, Micaela Goren Monti, appoggiata da decine di residenti che attaccano il ticket: «Una tassa punitiva sul rientro a casa». Intanto, sul fronte dello smog, nel giorno in cui le polveri sono ritornate oltre i limiti, interviene nel dibattito anche l’ex sindaco Carlo Tognoli. Da lui un cartellino giallo alla linea del sindaco Pisapia e della sua giunta, e una domanda: «Perché vi volete impiccare politicamente a una logica emergenziale che non ha nulla di reale?»

Il ricorso punta dritto a scardinare i principi della delibera che l’ha istituita: un atto, scrive l’avvocato Giovanni Testori, «fortemente lesivo degli interessi e dei diritti, anche costituzionalmente protetti» dei residenti, che «si vedono imporre il pagamento di un tributo per potersi muovere e accedere o uscire» da casa.
Di più: «Un sacrificio enorme non giustificato da un vantaggio pubblico».

La protesta riguarda anche i «soli» 40 ingressi gratuiti concessi a chi abita all’interno della Cerchia: «Il traffico dei residenti — denuncia Goren Monti che da oggi farà partire su “residentinocharge.blogspot.com” una raccolta firme — è una percentuale minima sia di quello cittadino sia di quello nella Cerchia, il tributo è ingiusto e ingiustificato». Piccata la replica del Comune, con Piefrancesco Maran, assessore alla Mobilità: «Area C è un provvedimento sperimentale che verrà valutato semestralmente per migliorarlo: consiglio al Pdl di non andar per tribunali ma di presentarci proposte concrete per ottenere l’obiettivo indicato dal referendum di ridurre il traffico e arrecare il minor disagio ai cittadini».

Ma è sul fronte dello smog che la giunta Pisapia incassa un’ammonizione di rilievo, quella dell’ex sindaco (dal ’76 all’86) Carlo Tognoli, firmatario di una lettera aperta con il direttore di Milania, Alessandro Aleotti. I due, rivolgendosi a Pisapia-Maran, ammettono che «dopo anni di fiera equidistanza al ballottaggio abbiamo fatto il tifo per voi», ma si dicono «dispiaciuti di vedervi masochisticamente impantanati nella questione dell’inquinamento atmosferico che la razionalità politica consiglierebbe di affrontare in maniera diversa».

Contrari ai blocchi del traffico: «Occorre riprendere in mano il bandolo della matassa — si legge — l’aria di Milano non è fantastica ma è uno stato di natura, la città non può seguirvi in quella ritualità del “tutti a piedi” che lascia il tema dell’aria del tutto inalterato». Il consiglio: «Non ci si può accontentare della solita litania sui mezzi pubblici: affrontare adeguatamente anche il tema della mobilità determina anche un miglioramento dell’aria, ma le porte vanno prese dal verso giusto se no si rischia di sbatterci contro la faccia».

Intanto, dopo quattro giorni di livelli di poveri sotto la soglia, il Pm10 è tornato a salire, mercoledì tutte le centraline hanno sforato i 50 microgrammi di soglia: 87 a Città Studi, 73 al Verziere e 65 in via Senato. Sul tema i Genitori antismog hanno presentato al Comune quindici idee per rendere migliore Milano: tra queste, più scuolabus per evitare l’ingorgo di auto private, rastrelliere per le bici, programmazione di domeniche a piedi anche d’inverno.

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