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Ecopass, scattano le verifiche su 160mila multe

Articolo del: 10/03/2008


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Ci sono qualcosa come 160mila multe dell’Ecopass di troppo. Palazzo Marino vuole vederci chiaro. Quelle contravvenzioni vanno verificate, una per una. Si sa che le sanzioni non fanno rima con le elezioni e, allora, l’amministrazione comunale accelera i tempi del controllo.

«Si inizia oggi» fa sapere l’assessore Edoardo Croci: «Mi sembrano numerosi fantasiosi, quelli che leggo sulla stampa, e per questo ho chiesto una verifica. Con tutte le possibili casistiche di errori, sia da parte degli automobilisti sia da parte del sistema». Già, non è un mistero che il sistema informatico dell’Ecopass abbia avuto più di qualche problema di messa a punto e, quindi, quelle 160mila multe sono, forse, sbagliate. «È un sistema che funziona» rimarca l’assessore Croci che «comunque» ammette la necessità «di ripulirlo».

E, dunque, oggi si verificano le 160mila multe emesse dal 2 gennaio al 20 febbraio ovvero le cinquemila sanzioni registrate ogni giorno. E già si sa che esistono situazioni, diciamo, anomale e numericamente consistente: ad esempio, vetture entrate tutti i giorni nella Cerchia dei Bastioni senza mai sborsare gli euro per il ticket voluto da Letizia Moratti.

«Strano, davvero strano» chiosano dagli uffici comunali dove temono che il sistema di abbinamento - targa e pin - non abbia funzionato. Possibilità che va di pari passo con un altro problema: il riconoscimento automatico delle targhe da parte delle telecamere piazzate ai varchi. Occhi elettronici che, secondo la polizia municipale, avrebbero rilevato - esempio infrazioni di vetture targate con la lettera G anche se ancora non esistono. Come dire: può essere che le telecamere, magari mal tarate, abbiano fatto confusione anche tra lo zero e la lettera 0 e, ancora, che le autovetture targate con la lettera C siano state pure queste confuse. Situazione più che delicata e che stamani spinge il Comune alla verifica delle 160mila multe: possibili infrazioni che spetta ad Atm controllare.

E di sanzioni certe ossia ufficiali, a questo punto, restano quelle che riguardano i transiti nei varchi destinati ai mezzi pubblici: ottomila multe per i primi otto giorno. Anche in questo caso però c’è da rimarcare la valanga di ricorsi presentati ai giudici di pace e anche le richieste di intervento al difensore civico. Reclami, quest’ultimi, di milanesi che digeriscono a fatica il pedaggio e che lo vivono come l’ennesima gabella piuttosto che un provvedimento di natura ecologica e in difesa della salute. Nessun stupore, poi, nello scoprire che a sostenere la protesta sono soprattutto negozianti e commercianti, «il nostro volume d’affari è scivolato vertiginosamente verso lo zero».

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