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a spasso con il musuratore Aerocet 531 dell’azienda Met One, preso a noleggio
Giro nella città avvelenata
I picchi al bar e nel metrò
In piazza Duomo i valori Pm10 si aggirano sul 100. In piazzale Loreto 130, nel mezzanino Cairoli 250

Articolo del: 28/01/2010
Autore: Gianni Santucci

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MILANO— «Guarda che roba, io qua ci lavoro tutto il giorno». Il vigile si avvicina, sbircia sul display, scuote un po’ la testa. Il valore della centralina portatile è a 108. E sale, mentre al semaforo si fermano un autobus e un paio di vecchi camion diesel, di quelli che trasportano terra e sputano fumo scuro. Lo strumento si aggiorna a 124, due minuti dopo segna 132. Lo smog reale è questo. Più alto, più aggressivo, più acre rispetto al valore «piatto» che le agenzie per l’ambiente delle Regioni calcolano sulla media delle 24 ore. Milano alle tre e mezza di pomeriggio, piazzale Lotto, snodo della circonvallazione, traffico intenso: le polveri sottili sono una volta e mezza sopra la soglia di 50 microgrammi per metro cubo che dovrebbe proteggere bronchi e polmoni. «Mi bruciano anche gli occhi», dice il vigile.


Lo smog reale è una serie di impennate e discese. È la micropolvere sospesa nell’aria che si respira davvero, minuto per minuto, aspettando ai semafori, pedalando tra le auto, portando i bambini a scuola. Si può misurare con la centralina Aerocet 531 dell’azienda Met One, presa a noleggio ieri dal Corriere. I picchi di inquinamento che si incontrano nel traffico cittadino vengono «riassorbiti» nelle medie ufficiali, quelle che considerano anche le ore notturne. Se martedì il valore della centralina dell’Arpa era 93, ieri (nonostante il vento) camminando per Milano il Pm10 era ben più alto, mai sotto la soglia di 110.


Prima verifica in piazza del Duomo, isola pedonale, i valori si aggirano sul 100. In via Dante, avvicinandosi alle strade trafficate, si sale a 120. In piazzale Loreto, intorno alle 12, si arriva a 130. Scendendo le scale del metrò alla fermata Cairoli, sul mezzanino, il Pm10 schizza fino a 250: cinque volte sopra il limite di legge. «Il principale effetto dell’inquinamento sulla salute è quello a lungo termine — spiega Giovanni Invernizzi, allergologo e responsabile del Laboratorio per la ricerca ambientale della Società di medicina generale (Simg) —, ma i picchi di esposizione hanno effetti a brevissimo su categorie sensibili, come i cardiopatici e gli asmatici». Una persona sana può avvertire fastidi al naso e agli occhi. «Ma molti studi scientifici — continua Invernizzi — dimostrano che passare un’ora con le polveri sopra i 100 microgrammi comporta reazioni che favoriscono l’asma. Senza allarmismi, le persone a rischio devono conoscere questi effetti e prendere precauzioni».


Attraversando la città, la centralina offre indicazioni su luoghi protetti (l’interno di un ufficio con un buon condizionamento) e rischi inaspettati: fumare una sigaretta all’aperto può far salire il Pm10 a 250, pur se in un’area ristretta e per breve termine. In un bar con le piastre accese, e non ben pulite, l’aria può essere asfissiante. Intorno alle 16 in piazza Scala, di fronte al Comune, le polveri si mantengono al doppio del limite. Entrando a Palazzo Marino, «casa» del sindaco Moratti, scendono di poco e oscillano, a seconda delle sale e dei corridoi. Solo al secondo piano, per pochi minuti, rientrano nel limite di legge.


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