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Quattro domeniche da pedoni

Articolo del: 13/01/2000


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ROMA (a. cian.) - L' area off limits dovrà essere di un ettaro ogni 3 mila abitanti, lo stop durare dalle 10 alle 18 per quattro domeniche, l' impegno comprende una buona azione ambientalista (una nuova area pedonale, colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici) al mese oltre al fermo programmato di tutte le auto e dei motorini. E' il galateo delle città antismog, i requisiti minimi per poter partecipare alle domeniche senz' auto ottenendo una quota dei finanziamenti previsti per l' occasione. Qualcuno ha già annunciato che quattro domeniche (6 febbraio, 5 marzo, 9 aprile e 7 maggio) sono poche. Ad esempio la giunta di Palermo, confortata da un sondaggio d' opinione, vuole un' intera settimana senz' auto tra il 22 aprile, giornata in cui ricorre il trentennale dell' Earth Day, e il primo maggio. Sul fronte opposto invece si distinguono le amministrazioni di Milano e Bologna che hanno aderito all' ultimo momento. Milano, che sul fronte ambientale vive ore difficili visto che la mancanza di un depuratore cittadino sta costando cara all' Italia in sede europea, ha optato per un' "adesione senza entusiasmo". Si spinge più in là il sindaco di Bologna che, pur aderendo per "senso delle istituzioni", rivela un' autentica "sofferenza nel constatare come si tenda a reiterare provvedimenti estemporanei e di dubbia efficacia sostanziale anzichè intraprendere percorsi seri, tesi ad approfondimenti scientifici, sulle molteplici cause d' inquinamento ambientale nelle nostre città". Meno dilaniati dal dubbio sull' effetto del benzene e degli altri cancerogeni che passano dai tubi di scappamento ai nostri polmoni appaiono i governi della maggior parte dei paesi europei. Il 4 febbraio, a Bruxelles, la commissaria europea all' Ambiente presenterà la prossima giornata senz' auto del 22 settembre. Lo scorso anno l' iniziativa era stata promossa solo dai governi italiano e francese. Quest' anno altri cinque paesi hanno già aderito e altri stanno considerando con interesse la proposta. Da un sondaggio condotto in Italia dopo l' esperimento, risulta che l' 83 per cento dei cittadini si è dichiarato favorevole all' iniziativa e che due cittadini su tre vogliono fermare le auto almeno un giorno a settimana. Del resto le evidenze scientifiche sui danni da traffico crescono. Secondo uno studio condotto in Francia, Austria e Svizzera l' esposizione al traffico comporta ogni anno: la morte di 21 mila persone sopra i 30 anni nei tre paesi per malattie respiratorie e cardiache (più del doppio delle vittime degli incidenti stradali); 300 mila casi di bronchite nei bambini; la perdita di 16 milioni di giornate lavorative; un costo complessivo stimabile attorno all' 1,7 per cento del prodotto interno lordo, cioè 50 mila miliardi di lire. E il quadro potrebbe diventare anche più pesante inserendo nel conteggio anche le polveri sottili, un inquinante finora sottovalutato. Proprio il monitoraggio delle polveri sottili (sotto i dieci micron) ha contribuito a far scattare l' allarme in Lombardia.

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