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Il Comune: "Bene lo stop al traffico"
commercanti all'attacco: un disastro
È ancora polemica sul blocco di venerdì e sabato. Confermati il ritorno in vigore dell'ordinanza
che prevede il ritorno in vogire dei divieti per gli Euro 3 diesel (anche i furgoni) dalle 10 alle 18

Articolo del: 12/12/2011
Autore: LAURA ASNAGHI e ILARIA CARRA

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Se il doppio blocco del traffico ormai è alle spalle, le polemiche no. Pur un po’ scese nel secondo giorno, sabato, le polveri sono comunque rimaste oltre la soglia d’allarme. Linfa per i critici, in prima fila i negozianti che ieri hanno consegnato al sindaco un sacco di carbone. Intanto la pioggia prevista per oggi dovrebbe comunque dare una mano all’emergenza. Ma il sindaco Pisapia non rinuncia a sottolineare i benefici del blocco: «Ha avuto un effetto positivo, è stato utile e un buon punto di partenza come risultati: il Pm10 è diminuito significativamente, e non fuori città dove non c’è stato il blocco, ma soprattutto il biossido di azoto si è più che dimezzato».

In effetti sabato il Pm10 è sceso a 51 microgrammi in via Senato, 64 al Verziere e 69 nella più
periferica Città Studi: un terzo, il 12 e il 6 per cento in meno rispetto a venerdì, mentre nelle altre città dell’area critica A1 (esclusa Arese) le polveri sono un po’ salite. Anche per Carlo Monguzzi, presidente della commissione Ambiente, «il blocco ha abbassato gli alti livelli di smog: accettiamo le critiche ma non saremo mai tra coloro che aspettano la pioggia per risolvere il problema». E supporto al sindaco, sul blocco, arriva anche dal radicale Marco Cappato, per aver agito «in giorni non semplici per tentare di rientrare nella legalità europea».

Valori più bassi, in città, ma sempre fuorilegge. Tanto che le sedici associazioni di via dei commercianti ieri hanno protestato a Palazzo Marino. Paolo Uguccioni, del comitato Baires-Venezia, travestito da Babbo Natale ha letto una «letterina» indirizzata al sindaco «responsabile del calo delle vendite del 5060 per cento»: «Caro Giuliano, sei stato molto cattivo con i negozianti, facendo chiudere le porte delle loro botteghe e con l’inutile (e dannosissimo) blocco. Vuoi far chiudere anche le loro attività?».

Ma c’è anche un altro fronte aperto tra Comune e commercianti: la modifica dell’ordinanza che blocca i diesel Euro 3 non arriverà, per ora, e quindi anche per loro il fermo è di otto ore (dalle 10 alle 18) e non, come chiedevano, dalle 7.30 alle 10. «Dopo i pasticci fatti dall’amministrazione, ci auguriamo che ci cambino gli orari — attacca Alfredo Zini, vicepresidente di Epam — altrimenti si assumano la responsabilità per chi dovrà licenziare». In realtà, l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso, contrariamente alla linea del suo collega all’Ambiente, Maran, si mostra molto aperturista: «Se le polveri resteranno alte e dovremo tenere l’ordinanza fino al 23 concederemo un assestamento per i commercianti». Facendo capire che l’amministrazione potrebbe sospendere l’ordinanza prima del 23.

Intanto mercoledì ci sarà il tavolo in Provincia con l’hinterland. Ed è in quell’occasione che il Comune chiederà ai sindaci di seguire ancora Milano nell’ordinanza che ferma i diesel Euro 3. Palazzo Isimbardi promette invece l’avvio dei lavori per un protocollo d’emergenza con misure fisse: «Un piano d’azione automatico e che tutti conoscano, magari partendo dal fermo dei diesel Euro 3 — spiega l’assessore all’Ambiente, Cristina Stancari — creeremo poi una cabina di regia di sindaci, più ristretta, per valutare, anche da subito se il Pm10 resterà alto, misure più forti».

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