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Via Correggio: Lo scavo, profondo oltre 15 metri, ha provocato un dissesto del terreno
Crepe e palazzi inclinati per il cantiere
Rivolta dei residenti: è un disastro, chiediamo i risarcimenti. I lavori sono partiti a fine 2007

Articolo del: 10/12/2011
Autore: Gianni Santucci

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MILANO - «Forse non andavano d'accordo e si sono separati», sorride uno degli operai al lavoro. Il palazzo d'angolo s'è letteralmente inclinato in avanti. Adesso pende verso lo scavo che ha sventrato via Correggio. S'è staccato dallo stabile dietro, al civico 12 di via Faruffini. Il risultato è una crepa profonda nel cemento che corre come un serpente scuro tra i due palazzi, dal marciapiede al tetto. Basta girare l'angolo e camminare per scoprire il resto: crepe nei muri, recinzioni spaccate, cerniere dei periti fissate nel cemento per valutare quanto si muovono i palazzi. Se si bussa ai citofoni, poi, la risposta è quasi sempre la stessa: «Venga su a vedere come ci hanno ridotto, sembra una strada di Beirut dopo i bombardamenti». Paragone azzardato, ma non troppo. Non c'è un palazzo che sia scampato ai danni dello scavo per il parcheggio sotterraneo, nel tratto di via Correggio tra le vie Ravizza e Faruffini.

È una delle storie più disgraziate nel maxibusiness dei parcheggi sotterranei: oltre 200 aree pubbliche concesse dal Comune ai privati per togliere dalle strade 60 mila auto. Pratiche sbloccate nei primi anni 2000 e un fiume di «effetti collaterali». In via Correggio i lavori sono partiti a fine 2007; sarebbero dovuti finire nel novembre 2009. Due anni di ritardo. E un disastro edilizio: uno scavo profondo oltre 15 metri proprio sotto la strada ha provocato un dissesto del terreno e tutti gli stabili affacciati su via Correggio si sono inclinati verso il buco (ora coperto). Uno dei risultati lo spiega una donna che abita in una delle villette: «Crepe in camera da letto, crepe all'esterno, crepe sul soffitto. Non posso più aprire quattro finestre. La struttura della casa s'è mossa e la pressione ha bloccato le finestre».

Ci sono almeno sei richieste di risarcimento contro la Fiera Parking, società che s'è aggiudicata la concessione dal Comune, e le aziende che stanno facendo i lavori, tra cui la Comer. Le perizie, nel complesso, parlano di danni per oltre 3 milioni di euro ai palazzi. Dopo anni di silenzio, una delle assicurazioni ha scritto: «In considerazione delle numerose richieste di risarcimento ricevute dalla Comer e dalla Fiera Parking, nonché di due cause promosse dalle controparti, e della accertata responsabilità dei soggetti coinvolti è intenzione della scrivente compagnia ricercare una soluzione bonaria alla vicenda». Spiega l'avvocato Riccardo Ferrari, esperto di diritto immobiliare e difensore di alcune proprietà: «Molti abitanti della strada vivono in una situazione paradossale, i loro stabili sono danneggiati per milioni di euro e scandalosamente, da anni, attendono una risposta».

Se nessuno può sapere quando si chiuderanno le azioni legali per i risarcimenti, dopo due anni di ritardi i costruttori hanno però un forte incentivo a chiudere il cantiere: a parcheggio ultimato, incasseranno 600 mila euro dal Comune. È una tranche del prezzo totale (1,2 milioni) che Palazzo Marino pagherà alla Comer per aver rinunciato al parcheggio in piazzale Lavater, uno dei più contestati della città, sul quale il sindaco Pisapia si era impegnato per la revoca in campagna elettorale. Per fare un passo indietro su Lavater e annullare i ricorsi, la Comer chiedeva 5/6 milioni di euro. Dove è finita la differenza tra questa pretesa e gli 1,2 milioni sborsati dal Comune? L'accordo extragiudiziale prevede che Comer non debba più costruire un parcheggio a rotazione in via Buonarroti e che i posti a rotazione in via Correggio siano convertiti in residenziali. Differenza notevole: significa incassare subito dalla vendita dei box, invece che recuperare in decenni le spese con un parcheggio a ore. Anche se la gara per aggiudicarsi i lavori stabiliva altre regole.

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